Si è parlato di bullismo, un fenomeno purtroppo diffuso, soprattutto con l’arrivo di Internet. Gabriele ha avuto modo di presentare il progetto di prevenzione Bullying VR che utilizza la realtà virtuale per prevenire bullismo e cyberbullismo nelle scuole.
Bullying VR porta in classe un percorso innovativo, coinvolgente e sicuro, pensato per trasformare la consapevolezza degli studenti in comportamenti responsabili.
👉 Puoi rivedere il servizio qui: https://www.rsi.ch/play/tv/prima-ora/video/testimonianze-e-lotta-al-cyberbullismo?urn=urn:rsi:video:3122294
CHIASSO – La realtà virtuale per prevenire bullismo e cyberbullismo nelle scuole. È il nuovo progetto didattico – denominato Bullying VR – frutto di un anno di sviluppo da parte della Croce Rossa Ticino, pensato per portare in classe uno strumento capace di rendere gli studenti più consapevoli dei propri comportamenti, accessibile tramite l’omonimo sito web bullyingvr.ch.
Cosa trovi nel nuovo sito
Su bullyingvr.ch sono disponibili:
– la visione e la metodologia del progetto;
– la struttura del percorso in classe e gli obiettivi formativi;
– indicazioni su sicurezza, materiali per i docenti e integrazione nei curricoli;
– aggiornamenti e notizie sul progetto.
Barreca, da dove nasce questo progetto?
«Bullying VR nasce dall’esperienza maturata da Croce Rossa Ticino all’interno delle scuole e dai percorsi psicoeducativi sulla prevenzione del disagio giovanile. È stato inoltre constatato che i metodi tradizionali utilizzati in classe non sempre si sono rivelati sufficienti. L’idea è stata quindi quella di creare un team multidisciplinare composto da educatori, psicologi, docenti e sviluppatori. L’obiettivo è offrire alle scuole uno strumento efficace, innovativo, coinvolgente, sicuro e facilmente integrabile nella didattica».
Concretamente, in cosa consiste?
«Il format è pensato per le scuole medie, in particolare per le seconde, e si articola in tre fasi. Innanzitutto, alcuni formatori di Croce Rossa illustrano le conoscenze teoriche su bullismo e cyberbullismo; dopodiché gli studenti indossano i visori per vivere l’esperienza immersiva, suddivisa in tre capitoli narrativi. Possono così sperimentare le prospettive della vittima, del bullo e dello spettatore, compiendo scelte che modificano il risultato finale. Infine, tolti i visori, la classe si riunisce per analizzare le emozioni vissute e le decisioni prese, riflettendo sul significato e sulle conseguenze di ogni scelta».
Quali reazioni avete osservato negli studenti che hanno sperimentato i tre punti di vista?
«I ragazzi sono entusiasti perché vivono un’esperienza immersiva unica e protetta. Spesso restano sorpresi: emerge chiaramente la loro capacità di riconoscere il ruolo dello spettatore, spesso sottovalutato. Molti ammettono di non aver mai riflettuto sulle responsabilità di chi assiste senza intervenire».
Come può il progetto aiutare a prevenire il cyberbullismo, dove le dinamiche sono più nascoste e anonime?
«La prevenzione serve proprio a questo: sviluppare empatia e consapevolezza nei ragazzi affinché sappiano riconoscere tempestivamente i segnali di bullismo e cyberbullismo. Imparano soprattutto a non banalizzare situazioni pericolose. Capiscono che certe scelte possono fare la differenza e, in alcuni casi, salvare vite».
Come possono le scuole misurare i risultati concreti, ad esempio il miglioramento del clima di classe o una maggiore propensione a segnalare abusi?
«Prima di entrare in classe analizziamo la situazione con i docenti, individuando eventuali sensibilità particolari. Alla fine del percorso somministriamo un questionario agli studenti per raccogliere gradimento, suggerimenti e indicazioni. Inoltre, Croce Rossa si propone di restare un punto di riferimento per le scuole che lo desiderano, per continuare a monitorare l’impatto del progetto e sviluppare nuove iniziative di prevenzione».
Può essere un modello esportabile e adattabile ad altri contesti educativi?
«Pur essendo stato validato dal Centro di Risorse Didattiche e Digitali (CERDD) e pensato per studenti di seconda media, il progetto è flessibile. Può essere adattato a bambini più piccoli o ad altri contesti, come gli ambienti aziendali, per affrontare temi legati al conflitto e all’esclusione».
Open AI to change way it responds to users in mental distress as parents of Adam Raine allege bot not safe.
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Adam, from California, killed himself in April after what his family’s lawyer called “months of encouragement from ChatGPT”. The teenager’s family is suing Open AI and its chief executive and co-founder, Sam Altman, alleging that the version of ChatGPT at that time, known as 4o, was “rushed to market … despite clear safety issues”.
The teenager discussed a method of suicide with ChatGPT on several occasions, including shortly before taking his own life. According to the filing in the superior court of the state of California for the county of San Francisco, ChatGPT guided him on whether his method of taking his own life would work.
It also offered to help him write a suicide note to his parents.
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MB Digital Innovation Sagl wishes you all a very happy Swiss National Day!
Dal 14 al 17 aprile 2025 torna “Media in Piazza”, l’evento dedicato alle classi di III e IV media presso la Filanda e la SUPSI di Mendrisio.
Un’occasione imperdibile per esplorare criticamente il mondo dell’IA, con workshop e incontri dedicati agli studenti.
MB Digital Innovation Sagl sarà presente insieme alla Croce Rossa Svizzera – Settore Corsi, in collaborazione con SUPSI, USI – Università della Svizzera italiana, RSI Edu, RSI WeTube, Amnesty International, Wikimedia CH, ingrado – servizi per le dipendenze e CERDD.
🎟️ La partecipazione per le classi della Svizzera italiana è gratuita, con iscrizioni aperte da subito e fino a esaurimento posti.
📲 Info, programma dettagliato e iscrizioni: www.mediainpiazza.ch
Vi aspettiamo!
Il reale di Abu Dhabi, a volte chiamato «lo sceicco spia», è abituato a usare la sua vasta ricchezza per padroneggiare le sue numerose ossessioni, che nel corso degli anni hanno spaziato dalle arti marziali agli scacchi ai videogiochi.
Ora lo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti e fratello del presidente, sta implementando un piano simile su una scala molto più grande. Vuole far passare il suo piccolo emirato in testa alla corsa per sviluppare e controllare sistemi di intelligenza artificiale che potrebbero trasformare l’economia globale.
Il mondo se ne sta accorgendo. I ceo di Apple, Microsoft e BlackRock hanno tutti reso omaggio al suo elaborato complesso reale nel Golfo Persico negli ultimi mesi. Durante un viaggio autunnale negli Stati Uniti, ha lottato con il compagno devoto di jujitsu brasiliano Mark Zuckerberg e ha indossato una felpa e dei jeans per una visita a Elon Musk presso la fabbrica Tesla in Texas.
Fonte: MilanoFinanza.it
Attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie (realtà virtuale, robotica, tavole propriocettive con sensori inerziali) Settore corsi di CroceRossa Ticino e MB Digital Innovation quest’anno hanno proposto ai familiari curanti e alle persone di cui si prendono cura, un percorso laboratoriale gratuito, innovativo e di supporto con l’obiettivo di migliorare il benessere mentale e fisico di entrambi i gruppi partecipanti.
La prevenzione attraverso il progetto Go Peer è intesa come un insieme di attività, azioni ed interventi basata sull’attivazione diretta dei soggetti attraverso, un percorso formativo/informativo scandito da tempi ben definiti e coinvolgendo un gruppo di persone, verso un esito prestabilito (ad es. prevenzione bullismo, cyberbullismo, rispetto delle diversità culturali, di genere, ecc.) Tutte tematiche legati al tema del rispetto reciproco, dell’accoglienza delle diversità e nel riconoscere i rischi insiti che si possono sviluppare attraverso dei comportamenti a rischio verso sé stessi, gli altri, l’ambiente e le cose.
La Peer Education si prefigge dunque di ampliare il ventaglio di azioni di cui una persona dispone e di aiutarla a sviluppare un pensiero critico sui comportamenti che possono ostacolare il suo benessere fisico, psicologico e sociale e una buona qualità della vita. In parallelo vi è l’obiettivo di aiutare i ragazzi ad acquisire competenze in grado di metterli in condizione di risolvere i problemi che incontrano a scuola e nella vita quotidiana.
L’argomento che è stato scelto è stato: “Le opportunità e i rischi del Mondo Digitale”.
Sperimentazione del progetto Bullying VR per la prevenzione del bullismo e cyberbullismo presso la Scuola Media di Acquarossa (Lugano). Durante l’iniziativa sono state realizzate quattro unità didattiche, una delle quali ha previsto l’utilizzo della realtà virtuale, permettendo agli studenti di vivere un’esperienza immersiva nei ruoli della vittima, del bullo e dello spettatore.