Nei giorni scorsi abbiamo realizzato un intervento di educazione digitale presso la Scuola Media di Camignolo, in collaborazione con Settore Corsi – Croce Rossa Ticino.
L’attività ha proposto un approccio esperienziale all’educazione digitale, integrando strumenti tecnologici e movimento corporeo per favorire una maggiore consapevolezza nei ragazzi.
Attraverso l’utilizzo di:
Realtà Virtuale, per esplorare in modo immersivo le dinamiche del mondo digitale;
Sensori luminosi, per allenare attenzione, riflessi e tempi di reazione;
Tavole propriocettive, per lavorare sull’equilibrio tra corpo, concentrazione e rapidità decisionale.
Gli studenti hanno potuto sperimentare in prima persona come mente e corpo rispondono agli stimoli digitali, trasformando la tecnologia in uno strumento educativo attivo e consapevole.
Non solo attività pratiche, ma anche momenti di riflessione guidata da Gabriele Barreca, con l’obiettivo di sviluppare competenze critiche, autocontrollo e responsabilità nell’uso delle tecnologie.
Un ringraziamento sincero agli studenti e al corpo docente per la partecipazione attenta e propositiva.

Grazie a un team di formatori e psicologici qualificati e competenti siamo in grado di proporre progetti mirati in ambito psico-educativo. Affrontiamo tematiche attuali e sfide educative al passo con i bisogni contemporanei: gestione dei conflitti, allenamento emotivo, prevenzione del bullismo, educazione digitale, comunicazione efficace.

Ci rivolgiamo in particolare a bambine e bambini delle scuole elementari, ragazze e ragazzi delle scuole medie e superiori, professionisti (docenti, genitori, associazioni, ecc.).

LEGGI SUL SITO

Nel corso della prima edizione del Project Innovation Speed Date, Lighthouse Tech si aggiudica il montepremi del valore complessivo di 10’000.- CHF. 

Menzioni e riconoscimenti speciali anche per: Celeste e Stoicismo per Cyber Manager.

All’ospite dell’evento, l’economista Ernesto Sirolli va il premio ated Digital Night in versione Special Edition.

 

Si è tenuto ieri l’atto finale dell’ated Innovation Day,  una nuova iniziativa ideata da ated, con il patrocinio e il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino e della Città di Lugano.  L’appuntamento ha avuto luogo presso l’Asilo Ciani, dove si è svolta la fase finale del Project Innovation Speed Date, la call per idee e startup in cui ha trionfato Lighthouse Tech, fondata da Andrea Moroni Stampa, aggiudicandosi il montepremi del valore complessivo di 10’000.- CHF. Sono stati valutati e hanno ricevuto una menzione speciale anche i progetti: Celeste e Stoicismo per i Cyber Manager.

Gli ideatori di Lighthouse Tech insieme ai fondatori delle altre 5 startup finaliste, Angelo, Bullying VR, FormidAbile, Mano TechTouch e MirAmi, si sono “sfidati” con un “pitch in formato speed date” davanti al pubblico presente, alla giuria formata dagli ATED ICT Key Players (finanziatori del premio) e dinanzi all’economista e formatore di fama internazionale Ernesto Sirolli, che ha ricevuto il premio ated Digital Night in versione Special Edition.

Proprio Ernesto SirolliFondatore e CEO di www.sirolli.com, fra i consulenti e formatori più autorevoli a livello mondiale nel campo dell’organizzazione aziendale e dello sviluppo economico, ha animato larga parte dell’evento. Infatti, il suo approccio, il metodo Trinity of Management® ha calamitato l’attenzione di tutti i presenti, che hanno avuto l’opportunità concreta di capire su quali presupposti focalizzarsi per accendere la propria passione per l’imprenditorialità. Sirolli nel ringraziare per il premio ated Digital Night ha, infatti, spiegato che: «Tutti gli esseri umani condividono gli stessi sogni, di salute fisica e di sicurezza economica. Ciò che dobbiamo fare è ascoltare rispettosamente i sogni delle persone e aiutarle a trasformare i propri talenti in attività economicamente percorribili, capaci di migliorare non solo la loro vita ma anche quella delle loro comunità e, perché no, dell’umanità intera. La parola latina “intraprehendere” significa letteralmente “la prima persona tra altre a percepire un’opportunità”. Tuttavia, per trasformare un’opportunità in un’attività economica di successo sono necessarie tre cose distinte: un prodotto o servizio di alta qualità, un mercato consapevole del prodotto o servizio un prezzo e una gestione finanziaria adeguati. Queste tre attività (P-M-F) sono la cosiddetta “Trinità del Management” e nessuno al mondo ha la personalità e il carattere per fare le tre cose ugualmente bene. Come gli attaccanti, i terzini e i portieri necessari in una squadra di calcio, io imploro i futuri imprenditori a non scendere in campo da soli, ma ad arrivare con un team affiatato dove ognuno sa fare, e fa benissimo, la propria parte». 

Come commentano Cristina Giotto, Presidente e Direttore di ated con il Vice Presidente Luca Mauriello e il Past President e Direttore della Giuria Andrea Demarchi, ideatori dell’iniziativa«L’appuntamento che abbiamo promosso in questa sua prima edizione ha mostrato come in Ticino ci siano progetti innovativi di qualità, anche in considerazione del fatto che abbiamo ricevuto ben 13 candidature nelle 6 settimane estive di apertura della call, dal 2 agosto al 10 settembre. Ma soprattutto, è forte nel territorio la spinta e la sensibilità nel far evolvere le idee imprenditoriali, come dimostra il sostegno di realtà come gli ATED ICT KEY Players, finanziatori del premio Project Innovation Speed Date. A loro, alle istituzioni e ai nostri sponsor associativi va tutto il nostro ringraziamento per aver dimostrato attenzione e competenza nel supportare l’iniziativa. Come associazione ated siamo, infatti, in prima linea per individuare occasioni e iniziative per aiutare e offrire sostegno alla volontà di creare impresa, che nel nostro territorio è molto vitale e creativa, favorendo il cambiamento e l’evoluzione digitale».  

Tecnicamente, I 13 progetti che si sono candidati alla competizione Project Innovation Speed Date fra il 2 agosto e il 10 settembre 2023 sono stati esaminati dalla giuria tecnica composta da: Andrea Demarchi, Cornèr Banca; Roberto Fridel, RFR Consult; Angelo Cresta, Banca del Sempione; Simone Tettamenti, Cornèr Banca; Paolo Camponovo, Banca Popolare di Sondrio; Pierluigi Nasoni, Thema Consulting; Silvano Petrini, CSI / Cantone; Michele Moretti, Fincons Group; Maurizio Prior, MTF Business Solutions SA; Luca Rinaldi, MTF Info Centro SA; Curzio De Gottardi, Banca dello Stato del Cantone Ticino. La giuria si è riunita a Lugano il 12 settembre 2023 e ha selezionato i 6 progetti finalisti, che hanno partecipato alla fase finale della competizione. Le sei startup finaliste nel corso dell’ated Innovation Day, si sono sfidate e a Lighthouse Tech è stato conferito il montepremi del valore complessivo di 10’000.- CHF, finanziato dagli ATED ICT KEY Players

La musica è protagonista, così come le notizie di attualità in collaborazione con RSI (Radiotelevisione Svizzera) e FSN (Feature Story News) e le interviste, puntuali ed interessanti sul nostro territorio, sul sociale, sulla musica, gli eventi, lo sport e la cronaca.

📞 🎙️Abbiamo intervistato Silvia Ruga, Responsabile Settore Corsi di Croce Rossa Ticino
con la quale abbiamo affrontato il problema del bullismo partendo dal progetto “Bullying VR” realizzato per la Croce Rossa: un’esperienza in Realtà Virtuale con argomento il bullismo. e il cyberbullismo
Dalla prossima stagione scolastica verrà portato nelle scuole medie cantonali insieme a dei formatori! Una esperienza che punta a far vivere ai ragazzi un episodio di bullismo da tre punti di vista: bullo, vittima e spettatore.

Durante la Rome Future Week, una delle più importanti settimane dedicate all’innovazione e al futuro con oltre 60.000 partecipanti, il nostro territorio ha fatto parlare di sé grazie a Settore Corsi – Croce Rossa Ticino  𝗲 Ated-Associazione Ticinese Evoluzione Digitale.

Il Settore Corsi di Croce Rossa Ticino ha partecipato all’evento EFI in Tour a Roma, organizzato da Ecosistema Formazione Italia – EFI in collaborazione con OLIMPYUS, Piazza Copernico srl e Conformity.

Il nostro psicologo Gabriele Barreca, responsabile dell’area Psico-Educativa di Settore Corsi, ha ricevuto la menzione speciale “Ampiezza Tecnologica” per il progetto BullyingVR, un’applicazione straordinaria che utilizza la realtà virtuale per fare prevenzione sulle tematiche bullismo e cyberbullismo in modo innovativo e coinvolgente. La possibilità di scegliere i comportamenti del “bullo”, della “vittima”, e dello “spettatore”, è un vero e proprio 𝘨𝘢𝘮𝘦-𝘤𝘩𝘢𝘯𝘨𝘦𝘳 in ambito educativo! 🧠💡

Come ha dichiarato Daniele Verdesca, BullyingVR è una idea stupenda, grafica eccezionale e geniale la possibilità di analizzare statisticamente i comportamenti degli utenti”

Ma non finisce qui! È stato fantastico vedere vincere anche Luca Mauriello, con il progetto ated4special, portando l’innovazione ticinese a livelli sempre più alti. 🎉

Con il supporto delle tecnologie digitali come il metaverso, l’AI e la realtà virtuale, il Canton Ticino dimostra di essere un punto di riferimento internazionale per l’educazione e l’innovazione. 🚀💻

👏 Un enorme grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo successo: Silvia Ruga, Studio MACACO, MB Digital Innovation e chissà,… forse il futuro ci riserverà nuove, incredibili collaborazioni!

Grazie agli organizzatori Daniele Verdesca e Stefano Marchese, ai giurati Stefania Grea, Guido Stratta, Francesco Reale, Gigi Gianola, Daniela Di Grado, Daniele Regolo, e ai progetti di Emanuele Paragallo, Chiara Comastri, Federica Pennino, Marta Federici, Agostino Sera e RAFFAELLA CIANI per i loro progetti creativi e tecnologici.

Il progetto di prevenzione del bullismo Bullying VR promosso dalla sezione ticinese di Croce Rossa Svizzera sfrutta la realtà virtuale. Ce ne parla lo psicologo Gabriele Barreca

/ 09/06/2025
Stefania Hubmann

«Non abbiamo bisogno di eroi, ma di ragazzi e ragazze in grado di assumersi le responsabilità». È questo il principio che guida il progetto di prevenzione del bullismo Bullying VR promosso dalla sezione cantonale Ticino di Croce Rossa Svizzera (CRS) sfruttando la realtà virtuale. Attraverso questo mezzo all’avanguardia gli adolescenti possono immedesimarsi, in sicurezza e con l’accompagnamento di esperti, in situazioni di bullismo legate al loro vivere quotidiano. L’innovativa e coinvolgente proposta è ora inserita nel programma del settore corsi (area psico-educativa) della sezione Ticino dopo essere stata testata e accompagnata dal Centro di Risorse Didattiche e Digitali (CERDD) in alcune sedi di Scuola Media. Coordinato dallo psicologo Gabriele Barreca, referente dell’area psico-educativa della sezione Ticino di CRS, il progetto è stato premiato lo scorso autunno con una menzione speciale all’evento internazionale Rome Future Week .

Per essere efficaci nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo fra i giovani, occorre entrare nel loro mondo e sfruttare ciò che calamita la loro attenzione. Utilizzare dei visori individuali per immergersi nella realtà virtuale con la possibilità di modificare il corso della storia attraverso azioni concrete compiute dalle proprie mani, come buttare a terra un cellulare, risveglia la curiosità e l’interesse dei ragazzi. «La sperimentazione effettuata fra settembre 2024 e gennaio 2025 – spiega Gabriele Barreca – ha dimostrato che questo strumento innovativo attira i giovani e permette loro di capire cosa si prova in un contesto di bullismo nei tre diversi ruoli proposti: bullo, vittima, spettatore. Fra le scelte anche quella di essere personaggio femminile o maschile. L’intervento del nostro team pluridisciplinare si articola in quattro momenti per complessive quattro ore. L’esperienza vera e propria nella realtà virtuale è preceduta da un’introduzione e seguita da una rielaborazione del vissuto e da una guida per applicare nel contesto scolastico e oltre quanto appreso durante la formazione».

Elaborato con MB Digital Innovation per la parte tecnica e con lo Studio Macaco per quella artistica, il progetto Bullying VR è un’iniziativa pionieristica nel suo campo, premiata alla Rome Future Week con una menzione speciale a livello di Premio Learning Accessibile 2024. Qual è quindi l’origine di questo progetto? Risponde il nostro interlocutore: «L’aumento dei fenomeni di violenza e prevaricazione mostra come le nuove generazioni abbiano bisogno di lavorare sulle proprie emozioni e di costruire relazioni sane. Lo spunto, dal punto di vista tecnico, è rappresentato da un’applicazione dedicata alla tragedia della diga del Vajont che fa rivivere le scelte di una coppia confrontata con l’imminente pericolo. I contenuti sono stati ripensati per il tema del bullismo e del cyberbullismo ai quali il settore corsi di CRS Ticino dedica con successo la sua attenzione già da una decina d’anni con il programma Sai del bullismo? Se sai non fai!».

La nuova proposta di sensibilizzazione ruota attorno all’esperienza che i visori di realtà virtuale Oculos 2 permettono di vivere. Spiega lo psicologo: «Al momento disponiamo di dieci visori che potrebbero aumentare a venti entro un anno. Siamo comunque pronti a partire il prossimo anno scolastico con le classi delle Scuole Medie come effettuato nella sperimentazione, ossia suddividendo la classe in due gruppi. L’effetto immersivo attraverso il visore di realtà virtuale è di forte impatto». Possiamo confermare quanto afferma Gabriele Barreca avendone fatto l’esperienza nella sede del settore corsi di CRS a Chiasso. Sentirsi accerchiati, nel ruolo di vittima, da compagni minacciosi quando si è seduti al proprio banco di scuola, ma anche dover decidere se abbandonare l’azione intimidatoria o procedere all’atto quando invece si interpreta la parte del bullo, provoca sensazioni forti che sicuramente non lasciano indifferenti ragazze e ragazzi.

Il visore di realtà virtuale è ancora uno strumento di nicchia che pertanto stimola l’interesse degli adolescenti e che soprattutto – prosegue l’intervistato – «permette di sviluppare l’azione di prevenzione dal punto di vista empatico così da far giungere forte e chiaro al singolo partecipante il messaggio sulle conseguenze delle proprie azioni». Dei tre ruoli da sperimentare con il visore, quello dello spettatore non è meno importante degli altri. Tramite questo progetto chi assiste a un episodio di bullismo riesce a comprendere quale ruolo può svolgere e perché. Rimanere passivi o attivarsi? Affinché la seconda opzione possa prevalere, occorre riconoscere da un lato gli elementi che caratterizzano il bullismo e dall’altro gli adulti di riferimento ai quali rivolgersi (insegnante, genitore, allenatore), rimanendo nel segreto se ciò è necessario per tutelare il proprio benessere. L’obiettivo è infatti quello di favorire la capacità dei giovani di identificare e segnalare il bullismo, sviluppando il senso di responsabilità e senza compiere atti di eroismo. Ricordiamo che un fenomeno di bullismo è tale se sono riunite tre caratteristiche: la persistenza, l’intenzionalità e lo squilibrio nella relazione fra bullo e vittima. Il pretesto per colpire una vittima è in genere banale (il colore delle scarpe o dei pantaloni, l’utilizzo degli occhiali) ed è una di queste situazioni a costituire l’antefatto della storia scolastica nella quale si trovano immersi i partecipanti a Bullying VR.

Per questo progetto di CRS, come per le altre iniziative di sensibilizzazione, è inoltre essenziale il lavoro di rete che coinvolge tutte le agenzie educative, dalla scuola alla famiglia, dalle organizzazioni sportive agli altri enti attivi con bambini e adolescenti. La modalità d’intervento attraverso la VR (Virtual Reality), rileva Gabriele Barreca, è adatta ai giovani fra gli 11 e i 15 anni, ma non ai bambini delle scuole elementari, poiché troppo coinvolgente per questa fascia d’età. Per chi non può partecipare all’immersione nella realtà virtuale per motivi di salute (ad esempio in caso di epilessia), è prevista un’animazione bidimensionale. Da rilevare, infine, che l’applicazione di realtà virtuale istallata nei visori consentirebbe pure di tenere traccia in forma anonima delle scelte effettuate e quindi anche di elaborare delle statistiche, operazione esclusa però dal progetto proposto nelle scuole cantonali.

La sperimentazione – effettuata alla presenza dei docenti di classe in quattro seconde medie rispettivamente delle sedi di Acquarossa, Mendrisio, Minusio e Tesserete – ha evidenziato come il programma possa far emergere durante il suo stesso svolgimento la presenza di problemi legati al bullismo. Gabriele Barreca: «Gli allievi sono guidati e protetti in questi giochi di ruolo così come nelle successive riflessioni, ciò che facilita l’esternazione di dubbi su situazioni vissute nella realtà. Non va inoltre dimenticato l’aspetto legato alla fragilità del bullo, da cogliere nell’esperienza di realtà virtuale e ripreso nell’approfondimento».

La nuova proposta di CRS risponde a una richiesta crescente di formazione in ambito di bullismo e cyberbullismo. Integrare la realtà virtuale in questi percorsi significa in primo luogo renderli più attrattivi. Fra gli elementi innovativi del progetto figurano l’empatia e il coinvolgimento attivo da vivere in un ambiente sicuro, siccome gli allievi possono sviluppare strategie di intervento senza il timore di conseguenze negative reali. Costruito sulla base di modelli pedagogici e metodi didattici collaudati, il progetto favorisce la consapevolezza degli adolescenti riguardo al fenomeno del bullismo come pure le loro competenze sociali ed emotive per affrontarlo nella quotidianità. Essendo le nuove generazioni sempre più attive sul piano digitale, questo tipo di formazione si rivela particolarmente efficace. Il fine ultimo è il benessere e la salute mentale dei giovani attraverso un percorso che valorizza le loro risorse.

Fonte: azione.ch

Riflettere sui propri comportamenti guardandoli con gli occhi degli altri, provare emozioni dai differenti punti di vista, ossia vittima di bullismo, carnefice e/o pubblico. Questo il progetto 𝗕𝗨𝗟𝗟𝗬𝗜𝗡𝗚 𝗩𝗥, un programma di prevenzione educativa che, dopo un intenso periodo di lavoro e impegno, abbiamo iniziato a proporre nelle scuole del territorio accompagnati dal CERDD (Centro di Risorse Didattiche e Digitali) del DECS.
L’intervento del nostro team, multidisciplinare, si articola in quattro momenti. L’esperienza vera e propria nella realtà virtuale è preceduta da un’introduzione e seguita da una rielaborazione del vissuto e da una guida per applicare nel contesto scolastico e oltre quanto appreso durante la formazione.
Il progetto è elaborato con MB Digital Innovation Sagl per la parte tecnica e con lo Studio MACACO per quella artistica.

Servizio del Quotidiano, Radiotelevisione svizzera (RSI) del 05.06.2025.

Un progetto della Croce Rossa Svizzera Ticino porta nelle scuole la realtà virtuale per far vivere agli studenti le dinamiche di bullismo e cyberbullismo e trasformarle in consapevolezza e responsabilità.

È online il nuovo sito di Bullying VR (bullyingvr.ch), il primo progetto in Svizzera che utilizza la realtà virtuale per prevenire bullismo e cyberbullismo nelle scuole. Nato da un anno di sviluppo della Croce Rossa Svizzera – Associazione cantonale Ticino, il percorso porta direttamente in classe uno strumento innovativo, coinvolgente e sicuro, pensato per trasformare la consapevolezza degli studenti in comportamenti responsabili. Il progetto è stato sperimentato in alcune scuole medie del Cantone con la supervisione del Centro di Risorse Didattiche e Digitali (CERDD – DECS), raccogliendo feedback positivi da docenti e allievi. “Parlare di bullismo non basta. Le dinamiche di gruppo, le emozioni e i ruoli che entrano in gioco spesso restano nascosti o difficili da percepire. La realtà virtuale permette invece agli studenti di viverli in prima persona, stimolando empatia, capacità di ascolto, gestione delle emozioni e senso di cittadinanza digitale”, si legge nel comunicato.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO

È online il nuovo sito BullyingVR (bullyingVR.ch), il primo progetto in Svizzera che utilizza la realtà virtuale per prevenire il bullismo e il cyberbullismo nelle scuole.

SCARICA L’ARTICOLO